Mandrake a Yeslifemagazine: “Così è nato Imbarazzi”

Intervista esclusiva a Mandrake, ecco cosa ha raccontato l’artista dopo il successo del suo primo fumetto

Da tutti conosciuto come Mandrake, all’anagrafe Giuseppe Ninno, ha conquistato il web con i suoi video e post sui social ed oggi è uno dei personaggi più seguiti. Ha un soprannome che rimanda ad uno dei più grandi artisti romani, sarà quello un suo portafortuna? Dopo il successo del suo primo fumetto, noi di Yeslifemagazine non abbiamo perso occasione di fargli qualche domanda e scoprire da vicino alcuni particolari della sua carriera e del percorso intrapreso.

mandrake artista intervista
Mandrake (Ufficio stampa) YESLIFEMAGAZINE.IT

“Chi è Giuseppe Ninno MANDRAKE? Presentati!”

Giuseppe Ninno, in arte Mandrake, è un ragazzo di 38 anni che fa questo mestiere da 6 anni. Ha iniziato con dei video-parodia, dopodiché a giugno del 2021 ha avuto la brillante idea di portare sullo schermo tutti quegli “imbarazzi” che subiva da piccolino, riuscendo a raggiungere anche buoni numeri sui social: 1,7 milioni su TikTok, 430mila su Instagram, 390mila su Facebook, 570mila su YouTube.

“MANDRAKE… un po’ come Gigi Proietti?”

Il nome Mandrake nasce proprio dal mio idolo Gigi Proietti, precisamente nel 2010 quando vivevo a Roma. Erano nati una serie di soprannomi tra i miei amici: “Er roscio”, “Er moro”, “Er biondo” … io non avevo capelli, e il nome che mi venne dato in seguito alla mia professione – mi occupavo di brokeraggio e betting – fu appunto Mandrake, dovuto a Gigi Proietti in Febbre da Cavallo.

“Oggi il tuo fumetto è uno dei libri preferiti di questo periodo. Cosa ci racconti di “Imbarazzi – Volume 1”? Perché “Imbarazzi”?”

“Imbarazzi” è un progetto nato per gioco, in quanto non ho fatto altro che riportare nel fumetto le cinque storie che hanno riscosso più successo a livello di visualizzazioni sui vari social. È un fumetto semplice di 130 pagine circa, tra cui storie da colorare, storie da ritagliare e storie da leggere. Si chiama “Imbarazzi” tutto il progetto di Mandrake da Giugno 2021, perché, se ci pensate, il bambino a 7 anni comincia un po’ a capire ciò che lo circonda. Spesso stare a casa dei parenti e sentirsi dire dalla madre: “Ei Giusè, mi raccomando la pipì”, “Giusè, pulisciti il naso che sei sporco”… crea nel bambino quell’imbarazzo che la mamma sottovaluta pensando: “Vabbè, tanto ha sette anni ed è ancora bambino”. No, ti posso garantire che soprattutto oggi, a differenza magari degli anni ’90, quando io avevo 6 anni, l’imbarazzo nei confronti della gente lì intorno è totale.

“In 10 settimane le copie stampate sono terminate ed ora è in ristampa. Ti saresti mai aspettato un successo del genere?”

Ti dico la verità, in parte sì perché il mio pubblico è formato per la maggior parte da bambini. Infatti i bambini, essendo per il genitore la cosa più importante in assoluto, vengono se possibile sempre accontentati… Parliamo comunque di un fumetto che ha un costo accessibile un po’ a tutti… Non costa 100 o 1000 euro, ma 19,90. Proprio per il suo essere accessibile un po’ a tutti, in quell’occasione il genitore può dire: “Va bene, te lo prendo”. Fosse stato un fumetto per “grandi” non mi sarei aspettato niente, invece così sì: non mi aspettavo questi numeri, ti dico la verità, ma comunque un buon risultato.

“Secondo te qual è il segreto del successo?”

Il segreto del successo secondo me è essere sé stessi e sinceri sempre. Essere sé stessi perché ho conosciuto molti colleghi che dal vivo non sono ciò che sono nei video, e lì può subentrare la delusione di un ragazzino che si avvicina e capisce che non sei lo stesso del video. Invece, se un ragazzino si avvicina al sottoscritto chiedendo una foto o un saluto, ritrova in me quello stesso atteggiamento che faccio vedere nei video. Così si rompe quel muro di imbarazzo del bambino di 5/6 anni che si avvicina per chiedere una foto, e rompendo quel muro si può creare quel rapporto di fiducia e di amicizia. Io lo dico sempre e lo ho scritto anche nella mia bio di Instagram e di TikTok: io non sono un comico, io racconto semplicemente la verità. È la verità che fa ridere, non io.

“Anche sui social sei molto popolare, il web ti adora per la tua semplicità e per il tuo saper condividere l’autenticità persa nel corso degli anni…”

In questo io non mi impegno neanche: a casa con la mia famiglia, con la mia ragazza, con i miei genitori ma anche con i miei amici vivo nella nostalgia e nel passato. Ad esempio, io amo il Natale, perché comunque è una festività nostalgica: la famiglia, i parenti… Quando poi si perde un famigliare il periodo di Natale penso sia la cosa più brutta, che non auguri neanche al peggior nemico. Questa autenticità che si è andata a perdere per me non è neanche un impegno ma più essere me stesso; quindi, non faccio altro che mettere nei video quello che per me è sempre stata la cosa più bella e vera di sempre.

“A proposito di “autenticità”… ci vuoi raccontare dei profili falsi spuntati in seguito al successo del tuo libro?”

Questo è un grossissimo problema soprattutto quando raggiungi numeri importanti come quasi 3 milioni di follower fra tutti i social. A volte capita che la gente ti segua da poco ed esca un nuovo profilo (e nel mio caso siamo quasi a quota 18/19 tra Facebook, Instagram e TikTok!) a tuo nome. Ecco, se questo profilo sta proponendo, che so… un concorso in cui puoi vincere 1000 euro, e per iscriverti devi dare la tua carta di credito, da cui magari ti tolgono 40, 50, 70 euro… è grave! In questo caso ringrazio l’intelligenza della gente che capisce velocemente che non sono io. Vi garantisco che, quando arrivano quei 5-600 messaggi al giorno, e trovi tra questi un “Mandrà, mi hanno fregato 50, 60 euro, a chi mi devo rivolgere?”, rispondere non è facilissimo, ma devi farlo proprio per mantenere pulita la tua figura. Io mi sto adoperando per raggiungere la spunta blu anche per evitare che ci siano queste truffe nei confronti di gente che purtroppo è all’oscuro di queste truffe che non fanno altro che replicare in maniera esatta il mio profilo condividendo i miei video, copiando l’immagine di profilo e di copertina… Purtroppo non tutti sanno. Giusto per dirvene una, mia madre stessa ha parlato con questa persona per una settimana, e dopo una settimana che non la vedevo lei mi ha detto: “Ma quel concorso, Giusè?” …Per fortuna non aveva messo carta di credito (…anche perché non ce l’ha, mia mamma è come quella dei video, e non capisce questo genere di cose.)

“C’è un’esperienza che ti ha cambiato la vita?”

Sì, un’esperienza che mi ha cambiato la vita o meglio, che mi ha fatto capire quello che avrei voluto fare nel futuro è stata la partecipazione all’Ariston Comic festival al teatro Ariston di Sanremo. È stato uno spettacolo davanti a quasi 3000 persone e l’ho vinto, arrivando primo in classifica tra i più votati nel pubblico. Ricordo che lì, quando finii il mio sketch con tutta la gente che rideva e applaudiva, uscendo guardai il mio amico Cristiano negli occhi e gli dissi: “Voglio fare questo da grande”.

“Tre aggettivi per descriversi.”

Allora: umile e disponibile li metto insieme perché so – a detta anche di molti miei colleghi – che sono uno dei pochissimi che se qualcuno mi chiede: “Mandrake mi mandi un video saluto”, “Mandrake mi fai questo, mi fai quello”, io mi cimento e cerco, quando è possibile, di accontentare tutti. Il secondo aggettivo è, purtroppo, permaloso. Ahimè anche oggi, quando leggo un commento sbagliato, se è del tipo “Mandrà, questo video non fa ridere”, si tratta di un gusto e ci mancherebbe altro, ma quando leggi commenti come “Mandrà, questa cosa non andava fatta così” (e non è vero, perché andava fatta così) ecco, ci sto in fissa col pensiero per cercare sempre di migliorare e questo mi porta al terzo aggettivo, ovvero perseverante. Sono perseverante, tantissimo. Devo raggiungere l‘obbiettivo in ogni caso, anche se ciò significa arrivare alle quattro di notte e non averlo finito. Devo raggiungere gli obiettivi assolutamente, tanto che il fumetto è stato completato alle 4 e un quarto di mattina.

“Invece, come descriveresti il tuo fumetto?”

Come ho detto prima, il mio fumetto lo descrivo in maniera semplicissima: è un fumetto come tanti, è originale forse nel non essere del tutto a colori o del tutto in bianco e nero ma ci sono 3 storie a colori e 2 in bianco e nero, da ritagliare, da colorare… Più che un fumetto io dico sempre che è un giocattolo, perché il fumetto classico tu lo leggi e fine, il mio invece lo puoi colorare, ci puoi scrivere sopra… Ad esempio ho chiesto di fare una challenge che consisteva nel taggare nelle storie il disegno più bello, che io avrei ricondiviso. Ecco, oltre che un libro da leggere è anche un gioco, un passatempo con cui magari interagire in modi diversi.

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Copertina Imbarazzi Volume I (Ufficio stampa) YESLIFEMAGAZINE.IT

“…Prossimo progetto? Vuoi anticiparci qualcosa?”

Prossimo progetto? Magari fosse solo uno! Ce ne sono tanti: c’è il volume 2, e ci sono altri video, perché ogni video ha un suo progetto. Siamo sotto Natale, usciranno adesso tre/quattro video a tema natalizio e sto registrando, scrivendo e pensando in continuazione a nuove idee, perché comunque scrivo e registro completamente da solo. Il primo progetto: ad inizio mese uscirà il padre di uno dei personaggi più importanti nei miei video, il padre di Antonio, che attualmente è detenuto in carcere. Quindi i progetti sono tantissimi e spero sempre che vada tutto bene.

BEATRICE MANOCCHIO 

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