Rita Carlini ed il sodalizio artistico con Pupi Avati: “Ecco chi sono in Dante”

Rita Carlini ci ha raccontato il rapporto speciale che ha con il grande maestro del cinema ed il suo personaggio nell’ultimo film “Dante” 

Rita Carlini primo piano
Rita Carlini – YESLIFEMAGAZINE.IT

Ha iniziato la sua carriera affianco a Maurizio Costanzo come ospite del suo talk show che ancora va in onda in seconda serata su Canale 5 e proprio lì ha incontrato chi le ha permesso di realizzato il suo sogno: arrivare al cinema. Parliamo di Rita Carlini, l’attrice che ha stretto nel corso della sua lunga carriera un forte sodalizio artistico con i fratelli Avati. Con Antonio e Pupi Rita ha lavoranto a lungo tanto che i due registi hanno fatto di lei una delle loro attrici più ricorrenti.

Anche nell’ultimo lavoro di Pupi Avati, “Dante”, Rita Carlini è presente nel cast. Ai nostri microfoni ha raccontato questa nuova esperienza accanto al grande maestro.

Rita, ritorna ancora una volta al cinema e nuovamente con la regia di Pupi Avati, cosa ha provato ad essere scelta ancora una volta dal grande Maestro?

Nel passato mi percepivo (anche ora in parte), inadeguata a vivere la realtà perchè spesso in una dimensione stralunata e da eterna sognatrice (anche se fu poi il motivo per cui andai al Maurizio Costanzo Show dove fui notata da Antonio Avati). La mia folgorazione per il cinema è avvenuta con il Maestro Pupi Avati nel 1997 e oggi come allora provo sempre un immenso onore e gratitudine. Ogni volta le emozioni sono adrenaliniche: gioia, stupore ma anche ansia e paura perché  Pupi Avati è imprevedibile e non sai mai cosa succederà!

Rita Carlini e Pupi Avati
Rita Carlini e Pupi Avati – YESLIFEMAGAZINE.IT

In “Dante” lei è la zia del grande artista. Come ha lavorato a questo personaggio e che rapporto ha avuto con questa figura della vita del poeta?

In “Dante” che è il primo film sul percorso umano del sommo poeta attraverso lo sguardo di Giovanni Boccaccio interpretato da Sergio Castellitto, suo biografo ufficiale, ho ricperto il ruolo di Cionella Alighieri, zia di Dante che lo armerà per andare alla battaglia di Campaldino nel 1289. E’ stata illuminante la lettura de l’Alta Fantasia di Pupi Avati da cui è tratto il film stesso. La sua lettura ti fa immergere completamente nella più cruda verità di ciò che era il Medioevo: oscurità, sofferenza, dolore, malattie, orrore esoterico, suggestioni gotiche. In tutto questo sulla donna pesavano molti pregiudizi: era considerata debole e subalterna all’uomo (padre-marito), privata di riconoscimenti sociali e di diritti. Un po’ più autonoma era se sceglieva la vita monastica, non si sposava o era vedova come la zia Cionella Alighieri che prima di armare il nipote Dante cerca di dissuaderlo per il rischio di morire in battaglia.

Il film è stati ai primi posti del box office italiano, una bella soddisfazione?

La storia ha fatto da collante a quasi tutta la filmografia di Pupi Avati, tant’è vero che nel 2018 fu insignito del prestigioso premio Jacques Le Goff per il merito di aver diffuso nel mondo con le sue opere la cultura storica inserendosi come uno dei più grandi registi europei viventi. Con “Dante” Pupi Avati, per la prima volta ha mostrato la sua necessità di dare alla storia in modo avvincente e documentato la vita dell’uomo, in cui ognuno di noi può riconoscersi. Il ritorno dato dagli incassi al box office è un risultato straordinario, se si pensa che già fare un film su Dante per la sua complessità richiedeva un grande coraggio e audacia perché mai affrontato.

Lei ha lavorato molto con Pupi Avati, qual è il legame artistico che vi lega? Ci racconti una chicca su di lui che nessuno sa

Il legame artistico che mi lega a Pupi Avati è di avere ogni volta la consapevolezza che non hai bisogno di spiegarti per mostrarti. Lui ha un dono magico e bellissimo: sente la natura delle persone, arriva al cuore delle cose, è fuori dagli schemi, libero da tutto, anticonformista e ribelle. Se non avessi avuto la fiducia di Pupi e Antonio Avati probabilmente non avrei mai avuto la possibilità di essere attrice nel cinema in ruoli sempre diversi e cuciti su misura. Gliene sarò sempre grata e riconoscente! Ritornando a “Dante” la cosa sbalorditiva è che proprio nel 2000 seppi che Pupi Avati aveva iniziato il lungo percorso per questo capolavoro. Proprio in quel periodo recitavo in abiti medievali sonetti di Dante, Compiuta Donzella, Cavalcanti etc e rimasi colpita da questo suo sogno di allora che oggi, dopo tanti anni di passione e tenacia, è diventato realtà!

Rita Carlini e Alessandro Sperduti
Rita Carlini e Alessandro Sperduti – YESLIFEMAGAZINE.IT

Ci sono altri progetti in cantiere per lei? Può anticiparci qualcosa? 

La mia grande passione oltre al cinema è sempre stato il canto dove ripropongo pezzi classici, jazz anche se sono molto affascinata da tutto ciò che è inedito. Ho diverse serate: cerco sempre di non prendere impegni a lungo termine perchè tengo molto anche alla vita privata. Ultimamente ho avuto una proposta interessante in ambito teatrale e letterario.

FRANCESCA BLOISE 

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